blacksheep_locandina-okDi Antonio Martino. Ausman ascolta musica metal, suona la chitarra elettrica, indossa magliette delle sue band preferite, ha un’amicizia con una ragazza ed è ateo. Un ragazzo come tanti altri, verrebbe da dire; ma non in Libia, il suo paese. Appartiene per origine a quella minoranza chiamata Amazigh, ovvero i berberi, che letteralmente significa “uomini liberi”. Cresciuto nella Libia di Gheddafi, Ausman scopre il mondo occidentale dopo un’esperienza a New York e incomincia un percorso personale di critica verso la sua terra d’origine e i precetti falsi e ipocriti della religione islamica. Rientra in patria per partecipare alla rivoluzione libica ma presto si troverà a non tollerare più l’integralismo religioso e la violenza che attanagliano il paese e che tarpano le ali a chi crede nella democrazia e nella libertà di espressione. Ausman, la pecora nera, disconosciuto dalla famiglia e osteggiato da alcuni amici e parenti, cercherà rifugio in Finlandia, dove le cose girano in maniera differente, dove le tutele per chi riceve asilo politico sono maggiori e dove potrà sentirsi finalmente se stesso.